Quante volte vi è capitato di “fuggire” da una situazione o vedere “fuggire” qualcuno dalla vostra Vita?… a me è capitato sia di fuggire che di veder fuggire qualcuno da me… o da quello che io rappresentavo in quel momento… diversi puntini della mia Vita fino ad oggi sono stati caratterizzati da questo “fuggire”. Ma una volta a fuggire fummo in due.

1999: all’alba dei miei 20 anni conobbi un ragazzo P. lui era fidanzato ma questo l’ho scoperto dopo mesi di sguardi rubati tra una lezione ed un’altra, o al bar all’università, in mensa… un giorno di Marzo in fila alla cassa ci siamo presentati mentre lui non riusciva a contare le monetine da dare per liberarsene e io che mi proposi di aiutarlo a contare sorridendo.

Piano piano abbiamo iniziato a conoscerci, a raccontarci ed è stato così che durante un racconto del lunedì sul weekend appena trascorso lui mi parlò di lei che non viveva a Roma e che cercava di vedere il più possibile esami e lezioni di entrambi permettendo… svelo subito che non ci fu nulla tra noi… se non una forte complicità, confidenza… l’uno eravamo per l’altro un punto di riferimento col passare dei mesi, ci supportavamo nei momenti difficili dell’altro. Lui era per me non solo il bel ragazzo che incontravo in giro per l’università, era un ragazzo affidabile, maturo, che mi faceva sentire capita, che aveva sempre un sorriso da dedicarmi, una carezza e un abbraccio.

Ecco, i nostri abbracci “parlavano da soli” e “parlavano di noi” al punto che ogni volta che l’abbraccio finiva, seguiva un silenzio e uno sguardo che urlava la voglia di non staccarsi mai… poi col tempo lo staccarsi diventò sempre meno “sorridente” e sempre più consapevole che c’era di più e questo creò imbarazzo. Sì il senso di imbarazzo crebbe perché lui era fidanzato con lei e amava lei, ma noi sentivamo che quegli abbracci erano diventati un nostro modo per dirci “ti voglio bene”, “per dirci non lasciarmi”… passavano i mesi ma non passava la voglia di passare del tempo insieme , di rendere uno parte della vita dell’altro.

Quell’anno il giorno del mio 21esimo compleanno mi inviò una foto dal mare dove era in vacanza con lei e il messaggio concludeva con un “ci sentiamo presto” e nella mia testa nulla mi poteva togliere il pensiero che lui desiderasse sentire la mia voce quanto io desiderassi sentire la sua, i suoi racconti, i luoghi visitati… anche se sapevo non era solo ma con lei.

E’ stato davvero molto difficile “fuggire” da Lui, ma ho realizzato di dover allontanarmi solo dopo mesi in cui lui rimase fidanzato con lei. Realizzai che infondo forse era lui che “fuggiva” da me e soprattutto misi a fuoco che io non meritavo le briciole che lui poteva e soprattutto voleva darmi.

Lui iniziò ad allontanarsi, non so se consapevolmente o meno, ma lo fece senza dubbio e così iniziarono a saltare le nostre colazioni prima di iniziare le lezioni ed entrare nelle giornate piene dell’università, poi sempre meno messaggini la sera, poi a mensa non riuscivano più ad incontrarci…

Fu difficile allontanarsi da lui anche perché nonostante i messaggi di allontanamento da parte sua diventavano sempre più evidenti in realtà non furono mai drastici… quindi magari per un paio di giorni era “latitante” ma poi riprendeva l’invito alla colazione, il messaggino la sera ecc… forse era confuso, ma decisi che non era più tempo per essere confusi e così trovai la forza di non abbracciarlo, di non chiamarlo, di dirgli “No”,”meglio di no”…

Iniziò una fase che mi piace definire “a molla” in cui più ci si allontanava più ci si avvicinava, come una molla tesa che appena lasci la presa si stringe nelle sue spirali ancor più forte se possibile.

Ancora oggi ripensandoci mi chiedo se ero io a fuggire da chi non mi amava o chi non aveva il coraggio di rischiare di amare una come me… o se era lui a fuggire da me … che in realtà non saprei come definirmi.. una tentazione? una distrazione? una compagnia per la sua solitudine lontano da lei? Questo miei cari, mi dispiace, ma non lo sapremo mai.

Di fatto fui io a dover staccare la spina scegliendo di soffrire tantissimo in nome dell’amore per me stessa visto che nel rapporto “a molla” io non ci riuscivo a stare più anche perché i nostri abbracci scomparvero del tutto…e come avevo immaginato di lui non ho mai più avuto notizie. Spero solo che lui, a differenza mia, abbia le sue risposte su questa storia… per me resterà per sempre “la grande fuga”.

E così da questa storia ho imparato che chi fugge non vince mai.

Se fuggi per farti rincorrere hai perso. Perché farsi rincorrere da chi ti dava per scontata non è un volersi bene, quando ti avrà di nuovo tra le sue braccia poi ricomincerà a darti per scontata e tornerai in seconda fila. Non può cercarti quando non ci sei, dovrebbe cercarti quando ci sei.

Se fuggi per non prendere una decisione “scomoda” da gestire, per non far soffrire qualcuno, per non dover dare spiegazioni o per non fare un salto nel vuoto per vivere un sentimento appieno. Perdi.

… e tu sei mai fuggito davanti ad una scelta sentimentale difficile da vivere? o sei mai fuggito nel tentativo di attrarre l’attenzione su di te o solo per poi farti rincorrere?…

…unisci anche tu il tuo puntino…

https://youtu.be/g2uPvxykFDM